Buone feste a tutti

Auguri

Buon Natale a tutti i miei amici e non, a tutti arrivi il mio augurio sincero

e le mie scuse se ancora non sono riuscita a commentare nessuno, questa nuova dimora

è grande e mi ci perdo…

Grazie a tutti e a presto (speriamo).

Tamango

Non può finire qui…

Ai miei amici

e

a Splinder
 

Sorpresa e quasi spaventata ritorno a casa, nella mia casa di Splinder, ma sono amareggiata e delusa.
Quando me ne andai via lo feci sapendo di ritornare prima o poi, la morte di Milo dopo la morte cruenta di Ruggine mi aveva lasciato un vuoto dentro che non mi permetteva più di esprimermi, volevo distrarmi dal pensiero di avere perso questi compagni di vita ma non è stato così perchè sento ancora Milo miagolare per casa e immagino Ruggine sotto il balcone a guardare in sù; avrei aspettato ancora prima di ritornare ma… non c'è più tempo, Splinder ha detto "Stop"!
 E come una figlia che torna al capezzale della madre malata eccomi qui.
Caro Splinder, hai accolto tra le tue braccia 6 anni della mia vita e mi hai permesso di spaziare tra cielo e mare  come nessuno mai mi avrebbe permesso. Ho conosciuto persone "grandi" da ammirare, ormai nel mio cuore e nella mia mente, mi sono divertita, spero di aver divertito anch'io qualcuno con le mie immagini e con le composizioni di "Erotico slang", sono stata felice di essere una tua utente e permettimi di dire che sono certa che se avessi saputo quanto dispiacere e dolore stai provocando a noi tutti con la tua interruzione  oggi saresti invece una nuova piattaforma e giureresti solennemente di non lasciarci più! Ma io che sono "de coccio" e spero sempre che le cose della vita si possono sistemare mi auguro che con te non finisca qui.

 

Tamango per sempre ! 

 
 

Finisce qui..

Ciao Milo!
 

Con la morte del mio gatto Milo avvenuta ieri 20 agosto 2011 alle ore 15 finisce il mio viaggio per ora  su splinder.

Ringrazo tutti coloro che mi hanno commentato e che mi hanno sostenuto quando ne ho avuto bisogno.

Un saluto particolare a strangertheblog e a ventidiprimavera, un abbraccio affettuosissimo per tutti voi.
 

Grazie

Tamango

Sogneremo ancora!


In questa sera così calda ma quieta nonostante un po' di vento, senza l'abbaiare dei cani e senza  nemmeno il rombo di un motore d'auto che  posteggia
in strada, in questa sera così pigra e apparentemente serena, è successo qualcosa che mi ha turbato un po'. Mentre seguo in televisione un programma  dedicato a Roberto Vecchioni e a Giorgio Gaber va in onda  la canzone "Sogna ragazzo sogna" , brividi di commozione mi accapponano la pelle, socchiudo un attimo gli occhi leggendo con la memoria il testo, poesia pura per gli occhi e  le mie orecchie, speranza di un futuro ancora da realizzare quando…Ma perchè i figli non tacciono certe volte?
-Mamma, deve essere brutto non sognare più, mio Dio, poveri vecchi, loro non possono sognare …-
Guardo mio figlio quasi stravolta, coinvolta dalla mia non più giovanissima età, e mentre gli rispondo che i sogni non hanno un limite di tempo e appartengono a tutti incomincio a preoccuparmi. I vecchi sognano? Voglio rispondermi con un "Sì" grande quanto la stupidità della domanda, certo che sognano! I sogni sono la speranza dell'uomo, il respiro che alimenta la vita.

 

 

SOGNA RAGAZZO SOGNA ( Roberto vecchioni)

E ti diranno parole rosse come il sangue,
nere come la notte;
ma non è vero, ragazzo,
che la ragione sta sempre col più forte
io conosco poeti
che spostano i fiumi con il pensiero,
e naviganti infiniti
che sanno parlare con il cielo.
Chiudi gli occhi, ragazzo,
e credi solo a quel che vedi dentro
stringi i pugni, ragazzo,
non lasciargliela vinta neanche un momento
copri l'amore, ragazzo,
ma non nasconderlo sotto il mantello
a volte passa qualcuno,
a volte c'è qualcuno che deve vederlo.

Sogna, ragazzo sogna
quando sale il vento
nelle vie del cuore,
quando un uomo vive
per le sue parole
o non vive più;
sogna, ragazzo sogna,
non lasciarlo solo contro questo mondo
non lasciarlo andare sogna fino in fondo,
fallo pure te..
Sogna, ragazzo sogna
quando cade il vento ma non è finita
quando muore un uomo per la stessa vita
che sognavi tu
Sogna, ragazzo sogna
non cambiare un verso della tua canzone,
non lasciare un treno fermo alla stazione,
non fermarti tu…

Lasciali dire che al mondo
quelli come te perderanno sempre
perchè hai già vinto, lo giuro,
e non ti possono fare più niente
passa ogni tanto la mano
su un viso di donna, passaci le dita
nessun regno è più grande
di questa piccola cosa che è la vita

E la vita è così forte
che attraversa i muri per farsi vedere
la vita è così vera
che sembra impossibile doverla lasciare
la vita è così grande
che quando sarai sul punto di morire,
pianterai un ulivo,
convinto ancora di vederlo fiorire

Sogna, ragazzo sogna,
quando lei si volta,
quando lei non torna,
quando il solo passo
che fermava il cuore
non lo senti più
sogna, ragazzo, sogna,
passeranno i giorni,
passerrà l'amore,
passeran le notti,
finirà il dolore,
sarai sempre tu…

Sogna, ragazzo sogna,
piccolo ragazzo
nella mia memoria,
tante volte tanti
dentro questa storia:
non vi conto più;
sogna, ragazzo, sogna,
ti ho lasciato un foglio
sulla scrivania,
manca solo un verso
a quella poesia,
puoi finirla tu.

 

 Tamango

Sotto questo sole…

"Licenziatemi" se potete…
(grazie!)

 

Ami l'estate e il suo calore
e credi bastino  al tuo sudore
chili di deodorante o bianco amido
per profumare sempre in modo rapido.

Disteso al sole come bianchi panni
alla tua pelle fai dei grossi danni,
speri di avere a iosa melanina
e diventar più nero ogni mattina. 

Controlli che i punti di zanzara
non siano visibili agli occhi di Tamara,
mostri a stento le fasce addominali 
sperando d'apparir poi sui giornali.

"You drink"  acqua e fai tanta pipì
perchè così t'idrati ma non certo lì…
mi scusino i nefrologi, gran dottori,
ma io d'estate vedo solo i migliori.

Grassi, magri, con  gambe a ciambella
ne vedo pochi, stan chusi come in cella,
poveri figli di un un dio un po' minore
che posson fare se non li aman le signore?

L'estate è soltanto un gran supplizio
ma attendi con ansia il suo solstizio,
tutto si scioglie sempre con grande fretta,
coni gelati e pure d'un cocomero la fetta.

La corsa al posto di primo in battigia
non ti consola se la giornata è grigia,
se un vento caldo alza la sabbia fina
sogni d'esser su ciottoli a Taormina.

"Disciamocelo" cari amici miei lettori,
l'estate che io amo, senza dolori,
è quella che da della stagione i dolci frutti
che io amo e che consiglio a tutti.

Il buon Bruno Martino l'odia tanto,
posso capirlo e con lui la canto,
aspetto ottobre, l'autunno e quel tramonto
di baci caldi dentro un mio racconto.

Tamango 

Per restare in tema estivo…

 

Decidere di avere dei figli è una decisione che implica un notevole 
senso di responsabilità, lo sanno tutti quelli che li hanno già, ma se qualcuno questo senso non lo ha e
volesse approfittare di una singolare offerta che va in onda in tv negli ultimi tempi lo faccia ora o mai più!

 

http://www.edenviaggi.it/bambinogratis 

 

Tamango senza parole…. 

 

Voltando pagina…

Il Boss
 

Quando lo conobbi la mia casa era ancora dentro a un cantiere in piena attività. Il complesso cresceva sotto i miei occhi, avevamo ancora l'energia elettrica del cantiere tanto che quando la gru era in moto a volte saltava l'automatico e rimanevo senza. Sotto il mio balcone c'erano le derrate che servivano costruire e  molte erano coperte con teloni, tavoloni e mattoni erano il panorama che vedevo, oltre agli operai in attività e il signor Andriolo, il costruttore, sempre presente che dava la sue direttive. Lo intravidi un giorno su una pila di mattoni, entrai in cucina per cercare degli avanzi della cena che adagiai su un pezzo di carta contenta di non sprecare del cibo che nessuno aveva voluto mangiare e la feci cadere giù dove speravo che lui potesse apprezzare. Il rumore dell'involucro che cadeva lo fece trasalire, vidi una saetta bianca che sfrecciando spariva dai miei occhi, delusa rentrai in cucina a continuare i miei lavori di casa,quando mi riaffacciai il cibo sula carta non c'era più, fu così che niziò il mio folle amore per lui. Era tutto bianco con delle macchie di grigio tigrato sul dorso che sembravano l'orma di un gatto, quindi riconoscbile dall'alto del mio balcone al primo piano. Come? Non lo avevo detto di chi stavo parlando? Ma del Boss, naturalmente, è questo il nome che gli ho dato ma lui mi rispondeva solo se gli dicevo "EHI!!!?" Quando il cantiere fu sgombrato e fu asfaltata la strada che divideva il mio palazzo con quello di fronte al mio, lui cominciò a sostare in modo fisso, e guai a chi si avvicinava, spadroneggiava con quel suo modo di fare che solo i boss hanno, così seppi che aveva della "femmine" al suo seguito e che era anche padre, figurarsi, forte com'era non gli mancavano di certo le ammiratrici. A volte lo vedevo sulla ferrovia randagio e libero, io mi preoccupavo e gli gridavo "ehi!" e lui, non so che strada facesse e da dove passasse, ma in pochi secondi era già sotto al mio balcone con la testa in sù ad aspettarmi. Non lo deludevo mai, gli buttavo qualcosa e rientravo. Un giorno arrivò un sosia, ma non era il solo, c'era sosia uno, sosia due, lo stranger che volevano forse contendergli il territoro, diventò una "belva feroce", la fronte si gonfiò, gli occhi rientrano dentro e la coda, sì, la coda era come una durlindana con la quale  avrebbe potuto uccidere se solo l'avesse potuto usare

Sin da piccola ho avuto la possibilità di avere cani e gatti, e mentre i cani li conoscevo bene perchè animali più…diretti oserei dire, dei gatti conoscevo solo le fusa e che amavano i topi, niente di più superficiale, i gatti sono animali straordinari che subiscono pregiudizi assai radicati, con l'osservazione del boss ho imparato che tra i gatti c'è il rispetto per  la gerarchia, il senso materno e la fedeltà quella che di solito si attribuisce solo al cane.

Il Boss non accettava che ci fossero intrusi e quando era certo che non volessero appropriarsi del suo territorio lasciava pure che mangiassero alla mia "mensa", nel frattempo, infatti, mi ero organizzata e calavo dal balcone fino in strada due vassoi legati con una corda con il cibo per i gatti. Il Boss faceva mangiare prima i piccoli e poi mangiava lui, a guardarlo mentre loro giocavano con la sua coda e lo prendevano a morsetti non sembrava affatto un gatto che non si faceva passare una mosca sul naso, a volte gli rubavano anche il cibo dalla bocca; un giorno rimasi esterrefatta per un episodio a cui non ho potuto porre rimedio per il malcapitato, un passerotto, forse attirato dal cibo nei vassoi, volò basso e il Boss ch'era un predatore nel dna, lo afferrò con la bocca ma "a Sicca", sua figlia, glielo trafugò immediatamente ingoiandolo con tutte le piume, nulla ho potuto fare a distanza se non coprirmi la bocca per un soffocato grido di impotenza. Il Boss è stato il primo gatto di una lunga serie, l'ho curato quando gli hanno rotto la coda, la zampa e gli avevo promesso un giorno che mi sorrise e lo vidi senza denti che se anche fosse rimasto completamente senza gli avrei frullato il cibo e si sarebbe nutrito lo stesso. Dignità di un gatto…non l'ho più visto da allora e sono passati almeno 11 anni…
 

 

12 anni d’amore!

L'ombra sull'asfalto è ciò che resta di 12 anni di amore per Ruggine,
la gatta di un vicolo dove si perpetrano crimini contro gli esseri indifesi
e dove non potrò più affacciarmi…


 Mia figlia Ruggine
 

Ero uscita dall'ospedale due giorni prima e ancora non del tutto ristablita, nella settimana che precede la Pasqua,  mi sono premurata di scendere giù in strada  per prendere Ruggine che sembrava non reggersi bene sulle gambe. Ruggine è la gatta randagia che viveva con la stesta in sù verso il mio balcone per vedermi affacciare, a volte mi chiamava con un miagolio che era pieno di rimprovero e si zittiva se con amore le indirizzavo dolci paroline. Dopo dodici anni di amore tra di noi si faceva avvicinare ma potevo solo parlarle poichè era abituata a tenere una certa distanza tra di noi quella che c'è tra un balcone al primo piano e l'asfalto della strada del vicolo, puntualizzo "VICOLO" poichè la strada finisce dopo una decina di metri essendo dentro un complesso residenziale limitato dentro un perimetro parallelo alla linea ferroviaria e la strada nazionale. Durante la mia degenza in ospedale è stata nutrita da mio marito come gli altri 3 gatti fissi della strada che usufruivano di un beneficio che era destinato solo a Ruggine perchè anziana, l'usufrutto del mio garage, cioè potevano rifugiarsi dentro per ripararsi dal freddo e dal caldo perchè avevo obbligato mio marito a lasciare la saracinesca sollevata di almeno 20 cm, giorno e notte, per permettere ai gatti di entrare (Chiamo garage un luogo sotto il mio appartamento di  75mq con bagno ma con saracinesca che prima o poi  collegherò con una scala interna e che per metà è abitato da Ronnie e Vittoria i due cani di nove che trovai il 20 luglio 2008http://tamango.splinder.com/post/17857000/crudelta))9   ). Conoscevo il padre di Ruggine, la madre e le varie generazioni a seguire e tutte alimentate da me, curate e…difese ma ahimè non sempre ci sono ruscita, molti di loro sono scomparsi all'improvviso per "mano misteriosa", altri sono andati incontro a un destino a me sconosciuto, altri, i cuccioletti che inevitabilmente le madri che non riuscivo a prendere per farle sterilizzare mi portavano sotto il balcone, sono riuscita a farli adottare; Ruggine era stata sterilizzata per questo è vissuta 12 anni libera, e sarebbe vissuta ancora sotto la mia protezione se…
Aiutata da Tumbergia sono riuscita a catturare Ruggine e a farmi accompagnare dal veterinario dove è stata ricoverata e curata per 5 giorni e poi rimessa in libertà. Ruggine si muoveva bene nonostante l'età ma era sempre stata un po' troppo lenta a scanzare le auto che posteggiavano in strada, ripeto, auto dei condomi che abitano vicino e che non avevano necessità di correre in una strada di 20 metri in tutto ma non tutti correvano anzi, soprattutto uno, non correva ma se ne fregava di passare sopra a qualsiasi cosa fosse sulla strada soprattutto  gatti che avrebbero dovuto capire di spostarsi perchè passava lui. Capirete adesso che la sottoscritta appena sentiva mettere in moto l'auto si precipitava sul balcone  e con qualsiasi mezzo cercava di attirare l'attenzione dei gatti affinchè si togliessero dalla strada ma soprattutto Ruggine che era la più lenta e la più vecchia. Avevo fatto un buchino al tappo di una bottiglia che avevo riempito d'acqua e che spruzzavo addosso ai gatti per farli alzare per evitare di rimanere schiacciati sotto le ruote, oppure scuotevo la corda del vassoio con  croccantini che calavo giù dal balcone per dar loro da mangiare, un continuo stare all'erta che mi fa vivere male ma non importa se serve a salvare la vita ai meravigliosi amici che sostano per strada. Sabato 21 maggio alle 14,30, l'unica persona di cui non mi sono mai fidata perchè ha già dei "precedenti" contro i gatti del condominio ( ed è un carabiniere!), è passata con le ruote della sua auto sulla testa di Ruggine…le mie grida di dolore alla vista di quel corpicino non si spegneranno mai e mai mi ridaranno indietro colei che consideravo come una figlia. Ho visto Ruggine appena nata, crescere, vivere e… morire inutilmente!

 Mamma